DE-JAMDE-JAMDE-JAM

19:00 - 20:00 audioscan LIN

ico_conference135x80 Il suono della città di Milano 

audioscan è un progetto artistico ideato da Giorgio Sancristoforo e realizzato da Basemental in collaborazione con AGON, con il contributo della Fondazione Cariplo.

 

Un’installazione interattiva multimediale, basata sulla mappatura sonora di una superficie ideale, costituita da circa l’80% del territorio stradale milanese. 

Un’operazione di incontro e scambio tra l’arte contemporanea, la musica e la tematica ambientalista, una meditazione sul paesaggio sonoro, e sulla dimensione uditiva dell’esperienza umana, sia dal punto di vista estetico, che di benessere sociale.

Un’ambiziosa opera di catalogazione scientifica e un progetto di sensibilizzazione ambientale attraverso la trasformazione di un prodotto di scarto della società tecnologica: il rumore, in un’opera d’arte.


Il progetto è diviso in tre fasi.

Nella prima fase un gruppo di studenti registrerà i suoni e farà misurazioni acustiche di oltre 1670 vie e piazze di Milano.

Successivamente, i musicisti Giorgio Sancristoforo e Giuseppe Cordaro, procederanno all’opera di catalogazione e analisi dei suoni, e manipoleranno le registrazioni per estrapolarne materiali musicali.

La fase finale prevede la realizzazione dell’istallazione e una performance audiovisiva, alla quale lavorerà anche il visual artist Giuseppe La Spada, già collaboratore di artisti internazionali quali Ryuichi Sakamoto e Christian Fennesz.

audioscan LIN

Nell’ambito di “DEJ Digital Entertainment Jam 2009 - Milano” il progetto generale di audioscan sarà presentato attraverso LIN (sigla internazionale dell’aeroporto di Milano Linate), una performance di musica

elettroacustica realizzata con la registrazione e la trasformazione dei suoni dello scalo aeroportuale.

Il concetto di ecologia sonora

La società industriale ha modificato radicalmente il paesaggio sonoro. Al pari del paesaggio visuale, ogni ambiente ha delle caratteristiche acustiche che definiscono la qualità della vita in quell’ambiente. Fino alla seconda metà del Novecento, l’uomo, spinto dai vantaggi della tecnologia, ha trascurato il benessere uditivo dei suoi spazi vitali e lavorativi, creando una congestione di suoni che si è rivelata un elemento dannoso per la salute, al pari dell’inquinamento causato dai combustibili fossili. Per oltre un secolo, il rumore è stato un problema ignorato e tutt’oggi, la popolazione fatica a riconoscerne distintamente gli effetti, poiché per sua natura, l’udito è il più astratto dei sensi e il cervello umano tende a reagire con l’assuefazione agli stress uditivi permanenti.

Fino a quando non avremo tecnologie ed educazione adeguate, il rumore sarà un problema destinato a crescere e ad apportare sempre più danni a ogni individuo. Lo strumento migliore per innescare un processo reversibile è una politica ecologica che non si limiti alla bonifica di spazi e mezzi, ma che sia in grado di instillare una nuova sensibilità civica, affinché una cultura del benessere uditivo si possa diffondere

efficacemente e sia riconosciuta come un bisogno primario. In quest’ottica, arte e musica possono svolgere un’importante funzione di sensibilizzazione.

La musica ha adottato il rumore quando ha sentito la necessità di espandere il proprio gusto e linguaggio. Gesualdo da Venosa usava i suoni delle sibilanti nei cori del Tenebrae Facte Sunt, il futurismo italiano simulava i rumori di una violenta quanto osannata industrializzazione, il concretismo trasferiva su nastro i bruités della ferrovia francese, Cage esplorava gli interstizi acustici nel “silenzio” e così via fino ai giorni nostri, quelli dell’estetica del fallimento della macchina, dell’errore digitale.

Il rumore in musica è stato usato, ordito, cercato e distillato e in queste operazioni ha perso il suo status di elemento di disturbo, perché per definizione il rumore è sempre legato a un processo intenzionale. Ma se il rumore reiterato volontariamente non è più un disturbo, il rumore trasformato in suoni musicali puri, per contro, vuole sottolinearne la natura disturbante e prendere le distanze (in linea ideologica) dal processo acusmatico: la separazione fra il suono e l’evento che l’ha generato. Questa trasfigurazione dei “materiali” acustici inquinanti in puri suoni musicali è una forma di risarcimento, e al tempo stesso una ricerca dei superstiti di una dimensione sonora benigna in via di estinzione; un’opera di ecologia sonora che cerca nella creazione e percezione della musica, il crogiuolo di una riflessione sull’ambiente che ci circonda.

Giorgio Sancristoforo,
Milano, Marzo 2009

“Un’arte che non serve a guarire, non è arte”
Alejandro Jodorowsky

 

Audioscan LIN: i partecipanti

GIORGIO SANCRISTOFORO
Autore e direttore artistico di audioscan

Giorgio Sancristoforo è sound designer e artista multimediale. Diplomato presso il SAE Technology College (dove ha insegnato e insegna Sintesi Analogica, linguaggio MIDI e Max/MSP), ha lavorato come fonico e video editor per il broadcast televisivo, la produzione musicale e la pubblicità, con le tecnologie allo stato dell’arte. Nel 2007 ha pubblicato per Isbn Edizioni TECH STUFF Manuale video di musica elettronica. Prodotto dal network sperimentale di MTV Italia Qoob, TECH STUFF (di cui è autore e regista) racchiude in un libro più dvd, dieci documentari sulla tecnologia nella musica elettronica, un saggio di approfondimento tecnico/ storico e un’intervista esclusiva (l’ultima probabilmente) al Maestro Karlheinz Stockhausen. Dal prestigioso Studio di Fonologia Musicale della RAI di Milano, all’IRCAM di Parigi, da Robert Moog e Lev Teremen ai Pansonic, TECH STUFF illustra, al di là di confini ideologici, geografici e artistici, il filo conduttore che lega l’arte alla tecnologia, agendo come una lente di ingrandimento sui personaggi e le istituzioni che hanno fatto la storia della musica elettronica.

Negli anni si è fatto conoscere sul web come programmatore di software audio per la musica sperimentale. Apprezzati da un vasto pubblico di musicisti, produttori e fonici in oltre 40 paesi nel mondo, i suoi software sono stati commentati entusiasticamente da prestigiosi magazine internazionali di settore fra i quali Sound On Sound (Gb), Electronic Musician (Gb) e Keys (D). Di pari passo con la produzione di software, ha lavorato in qualità di sound designer a importanti installazioni artistiche come BIT-SCAPES (per HFR-LAB London), che ha avuto screening in numerosi festival in tutto il mondo, fra cui Onedotzero 10 presso L’institute of Contemporary Arts di Londra, il Nemo Festival di Parigi, lo Yokohama Art Center e la Beijing Fim Accademy, per l’International Digital Art Project.


GIUSEPPE CORDARO (CON_CETTA)
Musicista

con_cetta è l’acronimo dietro cui si nasconde Giuseppe Cordaro, artista siciliano trapiantato a Milano. Dopo un’importante e lunga esperienza con alcuni gruppi noise decide di dedicarsi ai differenti linguaggi della musica elettronica. Nel 2007 arriva la pubblicazione per la netlabel Zymogen con l’album Sclerosis, seguito dal primo disco ufficiale Micro rilasciato per l’etichetta inglese Moteer.

Ha collaborato inoltre con diversi musicisti e realtà tra i quali Luca Sciarratta (rudiMENTALE), Giuseppe La Spada, Corrado Nuccini! e Jukka Reverberi (Giardini di Mirò) e l’associazione culturale esterni. Giuseppe si è anche occupato della produzione musicale del festival di musica elettronica Audiovisiva.
GIUSEPPE LA SPADA
Visual artist

Giuseppe La Spada è un poliedrico artista siciliano, che divide la sua attività tra grafica, fotografia e visual art. Nel 2007 ha realizzato un progetto di net art insieme al compositore Ryuichi Sakamoto, Mo No Aware, per richiamare l’attenzione delle persone e dei media sulla contaminazione radioattiva in corso in Giappone, e in particolare nel villaggio di Rokkasho.

Grazie a questo lavoro è stato premiato, primo italiano in assoluto, con il prestigioso riconoscimento del Webby Awards, l’oscar del Web. Ha lavorato con l’artista australiano, trapiantato in Islanda, Ben Frost, e si è occupato della parte video per alcune esibizioni live del musicista austriaco Fennesz, tra le quali quella al Powerstock Festival di Albanella, una rassegna musicale dedicata alla sostenibilità ambientale. Nel 2008 è stato impegnato insieme allo stesso

Fennesz e Sakamoto in una tournée che l’ha portato anche oltre oceano, al River to River Festival di New York.
BASEMENTAL

Basemental nasce nel 2003, con l’intento di organizzare concerti e rassegne di musica indipendente. L’attività si disloca sull’asse interregionale Milano/Treviso ed è volta allo sviluppo di progetti artistici e culturali multidisciplinari, nei quali la musica sperimentale occupa un ruolo predominante.

Basemental ha collaborato direttamente con artisti italiani e internazionali, tra i quali Corrado Nuccini (Giardini di Mirò) e la produttrice berlinese AGF, e con il management di diversi artisti internazionali quali: Einsturzende Neubauten, Alva Noto (Carsten Nicolai), Fennesz, Matmos e Pan Sonic.

Basemental persegue i seguenti obiettivi:

La qualità artistica delle proprie produzioni, attraverso lo studio, la ricerca, lo scambio creativo e l’interazione tra i diversi linguaggi dell’arte;

La riflessione sulla realtà e sulla complessità contemporanee, mediante l’attenzione al quotidiano in tutti i suoi molteplici aspetti;

La condivisione della conoscenza con le persone, attraverso l’attenzione alla fruibilità delle proprie iniziative;

L’integrazione, la tolleranza, la conoscenza e il rispetto reciproco tra le persone, sensibilizzando all’interculturalità e al valore delle differenze, ed educando al confronto e alla cooperazione.
AGON

AGON, centro di produzione, ricerca e sperimentazione musicale fondato a Milano nel 1990, rappresenta un punto di riferimento nella musica contemporanea per l’utilizzo delle tecnologie elettroniche ed informatiche.

Dagli ultimi anni l’attività è rivolta principalmente allo sviluppo di forme innovative di espressione e di rapporto con il pubblico attraverso la multidisciplinarietà, l’interattività e le performing arts.

Ha realizzato oltre 250 produzioni fra concerti, commissioni a compositori, opere radiofoniche, spettacoli di teatro-musica, video-opere, installazioni multimediali interattive, colonne sonore per film e video.

L’attività del centro si articola su più fronti: produzione, programmazione di festival e rassegne, sviluppo di ricerca applicata, corsi di formazione, documentazione, convegni, pubblicazioni, recupero e valorizzazione di opere storiche della musica elettronica.

AGON ha collaborato con le maggiori istituzioni in Italia e all’estero: Teatro alla Scala, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Franco Parenti, Living Theatre di New York, Maggio Musicale Fiorentino, IRCAM di Parigi, STEIM di Amsterdam, Conservatoire de Strasbourg, Conservatorio di Milano, Scuola Normale Superiore di Pisa, Orchestra Sinfonica della RAI, Electronic Music Stockholm,

Milano Musica, Mittelfest di Cividale del Friuli, Festival Musica de Strasbourg, Rossini Opera Festival, Ravenna Festival, Fondazione Benetton Iniziative Culturali, RAI, Ricordi, Suvini-Zerboni.

Dal 2009 AGON accoglie in residenza Basemental per lo sviluppo di un cantiere creativo presso la propria sede e la realizzazione di progetti legati all’elettronica ad alto contenuto sperimentale.

www.audioscan.it
info@audioscan.it

 





REGISTRATION